Pitti Uomo 90: i cappelli per l’estate

Mens Summer Hats

Proteggono dal sole e riparano dalla pioggia improvvisa, ma la verità è che i cappelli da uomo sono diventati un vero accessorio di stile, indispensabile per completare il look estivo. Eleganti, classici, casual o eccentrici: direttamente dalle strade di Pitti Uomo 90 ecco i cappelli protagonisti dell’estate, per affrontare il solleone con stile.

Il Panama. Senza dubbio il cappello estivo più indossato di sempre, è leggero, traspirante e grande al punto giusto. Veloce quiz: dov’è stato inventato? Panama, vero? In realtà no. Nonostante il nome, ha avuto origine in Ecuador, dove per tradizione viene realizzato intrecciando a mano fibre ricavate dalle foglie ancora tenere di una palma nana. Oltre alla classica versione in color avorio ne esistono molti altri modelli, che giocano con i colori, i profili e gli intarsi, per dare un tocco originale anche al più classico dei cappelli.

Credits: Pitti Immagine

Anche nota come flat cap, la coppola è caratterizza dalla sua forma rilassata con cupola piatta. Molto in voga in Europa a cavallo fra il XIX e il XX secolo come cappello da autista, si è diffusa poi anche negli Stati Uniti d’America, dove all’inizio del XX secolo divenne un berretto molto comune. Non storciamo il naso prima del tempo. Per chi oggi ha voglia di un tocco vagamente retrò infatti, la coppola è stata ridisegnata appositamente per l’estate, e riproposta in nuove versioni realizzate con tessuti pregiati e davvero leggeri. Microdesign in colori tenui da abbinare a gilet o capi dal fit rilassato.

Il berretto da baseball è un altro degli intramontabili che dagli Stati Uniti ha conquistato il mondo. I brand di oggi sono a disposizione dell’estro di ognuno di noi, e il colore domina le strade. Disegni geometrici, tinte unite con macro logo: con il cappellino a visiera si può dare libero sfogo alla fantasia, pur senza esagerare. Must have per gli under trenta, è adatto esclusivamente per i casual sporty look.

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Se vi capitano sotto mano vecchie fotografie di inizio Novecento, troverete quasi tutti gli uomini indossare cappelli di paglietta. Realizzata in paglia con cupola dritta e piatta, e dalla falda circolare, rigida e corta è stata è stata in passato il vezzo stilistico di grandi nomi italiani come Italo Svevo e Gabriele D’Annunzio. Spesso associata allo sport del canottaggio, che la vedeva come parte integrante dell’uniforme, la paglietta è stata rimodernata di recente, diventando un “requisito” per tutti i dandy contemporanei. 

Ad un occhio inesperto il cappello in feltro, chiamato oltreoceano fedora, può sembrare tale e quale ad un cappello di Panama. Entrambi hanno infatti tese, fascia e falde di uguale misura. La differenza principale tra i due è il materiale: il cappello di Panama è costruito con palma o paglia, mentre il fedora è quasi sempre fatto di feltro, solitamente di lana. Osservando con attenzione il design, si noterà inoltre che il cappello in feltro è pizzicato ai lati e porta una piega longitudinale lungo la corona, creando quel classico design sfilato che lo connota. Il bordo flessibile lo differenzia dagli altri capppelli e lo ha reso uno degli accessori maschili più amati al mondo. Il consiglio: lasciatevi andare con il colore.

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