Le 5 icone che hanno innovato il design Made in Italy

Ogni primavera il mondo si riunisce a Milano per l’annuale Salone Internazionale del Mobile, la più importante fiera dedicata all’arredamento. Tutti i principali brand del settore svelano le loro nuove linee e le ultimissime idee – ecco perché giornalisti, architetti e artisti si affollano tra le strade della città meneghina per ispirarsi e, naturalmente, per arredare le loro case, uffici, atelier e showroom.

Durante la Milano Design Week, ovvero la Settimana del Design di Milano, costellata di eventi tra cui il famoso Fuori Salone, l’influenza del Made in Italy è tangibile e piuttosto intensa: come nella moda infatti, così anche nella comunità del design gli italiani sono tra i pochi a scandire le tendenze contemporanee.

Mentre aspettiamo che tutte le nuove star e gli addetti ai lavori siano riunti al Salone di quest’anno, guardiamo indietro ad alcuni tra i più importanti designer italiani del XX secolo che hanno saputo ridefinire e unificare i concetti di bellezza, innovazione e necessità quotidiana. Ecco le 5 icone del modernismo che hanno rivoluzionato l’interior design e che tuttora rappresentano il meglio del Made in Italy.

Pier Giacomo e Achille Castiglioni

Pier Giacomo e Achille Castiglioni, designer italiani, studiano il prototipo di una lampada
I fratelli Pier Giacomo e Achille Castiglioni

Due tra i più grandi designer della storia italiana. Figli di un noto scultore, Pier Giacomo e Achille Castiglioni hanno segnato il mondo del design grazie alle loro idee semplici e rivoluzionarie, e insieme hanno vinto ben 14 Compassi D’Oro, il Nobel del design per intenderci.

Tutti i prodotti dei “Fratelli Castiglioni” sono rimasti nella storia, primo fra tutti la lampada Arco, creata per il marchio Flos nel 1962. Una cupola in acciaio forato, tenuta sospesa da un arco curvo, sempre in acciaio, sorretto da un blocco in marmo di Carrara.

Pubblicità della lampada Arco
La lampada Arco, ideata nel nel 1962 dei fratelli Castiglioni per l’azienda Flos

Nulla è decorativo, tutto è funzionale. La cupola forata serve a non far surriscaldare la lampada, i tagli del travertino servono a non creare spigoli che renderebbero più fragile all’usura il materiale e il foro nello stesso blocco serve a rendere facilmente spostabile la lampada.

In cosa questo prodotto è stato rivoluzionario? Per la prima volta viene disegnata e realizzata una lampada a sospensione che non pende dal soffitto ma che può essere spostata per casa.

Giò Ponti

Immagine in bianco e nero di Giò Ponti
Giovanni Ponti, detto Giò

Architetto del Grattacielo Pirelli di Milano e di tanti altri importantissimi edifici nel mondo, Giò Ponti ha lasciato il segno anche come designer. Per Cassina nel 1955 progetta la sua opera più famosa: la sedia Superleggera.

L’idea nasce dalla volontà di Ponti di rivisitare le classiche sedie impagliate chiavarine, simbolo dell’artigianato ligure, a favore di un prodotto più contemporaneo e facilmente utilizzabile.

Pubblicità della sedia Superleggera
La sedia Superleggera, ideata nel 1955 da Giò Ponti e prodotta dall’azienda Cassina

Che cosa rende questa “semplice sedia”, come la definiva lo stesso Giò Ponti, una rivoluzione? La Superleggera ribalta tutti i canoni delle sedute di allora, che erano piuttosto grandi e soprattutto pesanti.

Grazie all’eliminazione del materiale “superfluo”, Giò Ponti ne alleggerisce il peso, trasformandola in un oggetto dal design minimal, moderno ma con forti legami col passato. Leggerezza, semplicità, stabilità e bassi costi di produzione e d’acquisto rendono la Superleggera il prodotto ideale.

Ettore Sottsass

Ritratto di Ettore Sottsass junior designer
Ettore Sottsass junior

Eccentrico designer, fotografo, figlio della Beat generation, donnaiolo leggendario, Ettore Sottsass è stato un vero provocatore. Erede di un grande architetto italiano, si laurea in architettura al Politecnico di Milano e nel 1969 approda alla direzione creativa della Olivetti, tappa che segnerà uno dei punti più alti della sua carriera.

A passare alla storia è la sua modernissima e accattivante macchina da scrivere Valentine, conosciuta soprattutto come la rossa portatile, vincitrice nel ‘70 del Premio Compasso d’oro.

Pubblicità macchina da scrivere Valentine Olivetti
Pubblicità della macchina da scrivere Valentine, ideata nel 1968 da Sottsass per Olivetti

Caratteristica principale della Valentine, è la trasportabilità della macchina che, a differenza delle precedenti, non aveva una valigetta esterna in cui chiuderla, ma era provvista di una maniglia. Pratica ma non solo, perché la vera rivoluzione della Olivetti Valentine sta tutta nel colore e il design esagerati.

Una macchina da scrivere con una forte personalità erotica: il colore rosso così sensuale era pensato per attrarre il consumatore, la sua forma semplice e pulita per conquistarlo. Nel suo design è ben rappresentata la cultura contemporanea in cui è stata progettata, periodo di rotture politiche, sociali e artistiche, e cultura pop art che la differenzia dalla linea tradizionale dell’Olivetti.

Joe Colombo

Immagine in bianco e nero di Joe Colombo mentre fuma la pipa
Cesare Colombo, detto Joe

Nato a Milano nel 1930, Cesare (detto Joe) Colombo dopo le prime esperienze come pittore decide di dedicarsi al product design, che scoprirà essere la sua passione. Nel 1962, dopo la laurea al Politecnico, si avventura nel mondo del design e inaugura il suo studio milanese.

Il suo lavoro è caratterizzato da una sperimentazione estrema e audace, prediligendo pieghe e forme curve per contrastare la pittura di un tempo dominata da spigoli e linee rette.

Schizzo ideazione poltrona Elda di Joe Colombo e immagine Joe Colombo seduto sulla poltrona
La poltrona Elda, ideata nel 1963 da Colombo e oggi prodotta da Longhi

In meno di 10 anni di carriera, conclusa da un attacco di cuore al suo 41° compleanno, Colombo ha saputo disegnare oggetti sorprendenti, attraversati da un’estetica pop e contaminati dalla sua entusiasmante fede nel progresso.

Un esempio? La sedia Elda. La struttura e la scocca della poltrona sono in fibra di vetro, la base è montata su un dispositivo rotante e la tappezzeria sembra evocare rispettivamente un veicolo di atterraggio lunare e una tuta spaziale.

Colombo, credeva nel futuro e nella tecnologia, e la visione futuristica dei suoi progetti è testimoniata anche dalla presenza della poltrona Elda in un telefilm cult degli anni Settanta, Space 1999 (noto in Italia come Spazio 1999).

Franco Albini

Ritratto Franco Albini designer italiano
Franco Albini in studio

Nato architetto, vissuto come architetto aderente al razionalismo italiano, Franco Albini ha lasciato il segno nel mondo del design soprattutto legando il proprio nome all’arredamento. Sono molti i progetti che hanno influenzato i progettisti venuti dopo di lui, primo fra tutti il rivoluzionario Veliero, pensato nel 1940 per la propria abitazione, e tuttora distribuito da Cassina.

Libreria Veliero in appartamento con libri
La libreria Veliero, ideata nel 1940 da Albini e oggi prodotta da Cassina

Capace di coniugare razionalità e fantasia, dando vita ad un mondo poetico e funzionale al tempo stesso, Veliero è dotato di una forte carica sperimentale. Questa libreria in tensostruttura è composta da due aste in legno di frassino su cui si trovano sospesi, attraverso un sistema di tiranti in acciaio, i ripiani in vetro stratificato: il tutto a ricordare un’imbarcazione a vela.

Albini pone grande attenzione alle caratteristiche tecniche dei materiali e alla realizzazione di una sorta di “equilibrio instabile”, su cui i libri sembrano letteralmente galleggiare nello spazio.

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