Guida all’abito da uomo: pesi e misure della lana

The s number 4

Che cosa rende un tessuto in lana un tessuto di qualità? Questa è di certo la prima cosa che si vuole sapere quando si stanno per investire dei soldi nell’acquisto di un abito da uomo. “Un tessuto 160s è meglio di un 100s?“, e soprattutto “Cosa vuol dire 100s o super 100’s?” sono le domande più frequenti. Per avere una risposta precisa bisogna innanzitutto comprendere bene com’è fatto il tessuto in questione.

Le fibre

Tutti i filati sono fondamentalmente un elaborato intreccio di fibre, le cui proprietà determinano la qualità, il pregio e l’uso del tessuto stesso. La qualità di un tessuto dipende quindi dalla tipologia di fibre utilizzate, che viene determinata da elementi come: la razza dell’animale di origine, i trattamenti chimici subiti dal vello, la tipologia di lavorazione e l’ondulazione e lunghezza delle fibre originali.

Avrete sicuramente visto alcuni tessuti per abito definiti come pettinati e alcuni di essi descritti come cardati. Niente panico: con questi due termini ci si riferisce banalmente alle due più importanti categorie di tessuti in lana, le cui fibre impiegate per la tessitura possono essere rispettivamente lunghe o corte. L’uso di una o l’altra fibra genera ovviamente stoffe con aspetto e mano molto diversi tra loro.

Cardata Pettinata Lanieri I tessuti in lana pettinata, la più utilizzata tra le due, sono costituiti da lunghe fibre (da cui viene eliminata la naturale crespezza) disposte in parallelo e organizzate per essere filate. Qual è il risultato? I tessuti pettinati appaiono rasati, piacevolmtente lisci e freschi; quelli cardati hanno invece un aspetto più peloso e sono leggermente pesanti e gonfi, perché pieni d’aria tra le fibre corte.

Vi chiederete perché stiamo parlando delle fibre. Ebbene, capirne la struttura è fondamentale se si vuole sapere che cos’è quel numero seguito da “S” sulle etichette degli abiti da uomo.

La finezza

The S numer 1Eccoci al dunque: i tanto famosi “numeri S” indicano la finezza delle fibre utilizzate per creare il tessuto e ne determinano l’occasione d’uso e il valore. La finezza, per essere precisi, identifica il diametro medio della fibra con un’unità di misura detta micron (µ), cioè un millesimo di millimetro. L’origine di questo sistema di misurazione deriva dalla tabella inglese Bradford.

Gli esperti lavoratori della lana della città di Bradford valutavano la lana stimando quante matasse di 560 yards di filo ciascuna si potevano ottenere con una libbra (453 gr.) di pettinato greggio di quella data finezza. Ecco spiegato l’odierno ” ‘s”, abbreviazione di hanks (matasse). Il tetto di questo sistema erano le lane 80s, definite al tempo “lane fini”. Da quando, dopo gli anni 60’, si riuscirono a produrre lane “100s”, si ritenne di trovarsi di fronte a una qualità “eccezionale”: da qui l’aggiunta del nome “super”.

Ma come funziona questa scala di misurazione? In generale il range di finezza delle lane oscilla tra i 100’s ed i 160’s, maggiore è il numero, più leggera, morbida e pregiata sarà la stoffa. I tessuti 100s, ad esempio, sono eccellenti per la confezione di abiti da uomo resistenti, adatti all’uso quotidiano, mentre da i 150’s in poi si avranno tessuti incredibilmente fini, pregiati e dalla mano eccezionalmente morbida. Lane ultrafini (sopra i 160’s) vengono usate per creare tessuti leggeri e oltremodo lussuosi, che però richiederanno trattamenti più specifici a causa della delicatezza.

The S number 3È importante tener presente che il “numero S”, spesso utilizzato in combinazione con la parola “super”, non può essere utilizzato per i tessuti misto mohair, cashmere o seta. Per la finezza di questi tessuti infatti occorre indicare più dati, uno relativo al diametro di ogni fibra/materia utilizzata.

Si può dunque dire che una lana più fine sia una lana di qualità migliore? Sicuramente sarà più morbida ed esclusiva, ma non necessariamente di una qualità superiore. Come abbiamo visto la qualità di un tessuto dipende dalla tipologia delle materie prime e dei processi di lavorazione. La finezza è quindi una caratteristica del tessuto che ne determina il pregio e l’utilizzo, ma non può essere considerata come indicatore primario ed esclusivo della qualità.

Esistono, infine, altri paramentri che possano aiutare nella scelta di un tessuto rispetto che ad un altro, anche in base alla stagione? Sicuramente il peso è il primo fra tutti.

Il peso

The S number 2Il peso della lana è l’altro parametro fondamentale utilizzato per classificare i vari tessuti. Il numero viene espresso in grammi e si riferisce al peso relativo ad un singolo metro di tessuto. Come funziona la scala di misurazione? Ebbene, gli abiti da uomo così detti “quattro stagioni“, cioè considerati indossabili dall’autunno alla primavera, sono realizzati con stoffe tra i 240 e i 270 grammi. I tessuti di lana adatti all’estate hanno un peso al di sotto dei 240 gr., e quelli invernali arrivano fino ai 270 grammi.

È importante ricordare che questo sistema di misurazione funziona solo per i tessuti di lana. Un tessuto di lino infatti, può arrivare a pesare anche 390gr., ma la sua straordinaria traspirabilità e resistenza lo rendono sempre e comunque uno tra i migliori tessuti estivi.

Grazie alle sue proprietà di resistenza, elasticità, termocoibenza, igroscopicità, morbidezza e longevità, il tessuto in lana continua ad essere la prima scelta di ogni gentleman.

Esiste un’alternativa all’altezza secondo voi?

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