Eleganza maschile: 23 errori che non devi commettere nel vestire formale

Sbagliando si impara. Per questo conoscere gli sbagli più frequenti nei confronti delle regole dell’eleganza classica è il primo passo per imparare a non commetterli più.

Ogni uomo che voglia vantarsi di essere un gentleman deve conoscere quelle che possiamo definire “regole base dell’eleganza”.

Si tratta di norme non scritte, che si apprendono in famiglia, nei libri o dalla frequentazione di altri uomini eleganti e che, con le dovute precauzioni, possono applicarsi anche al giorno d’oggi, soprattutto nei contesti più rigorosi e formali, laddove il galateo non è ancora passato in cavalleria e il canone dell’eleganza svolge ancora un ruolo distintivo.

Come si diceva in principio, si tratta di un codice non scritto e la mancanza (per fortuna) di un codice ufficiale in questo settore ha favorito il fiorire di scuole di pensiero spesso discordanti tra loro.

Non entreremo nel dettaglio ma ci accontenteremo di indicarti i 23 errori più frequenti che dovresti guardarti bene dal commettere nelle occasioni formali, per essere sempre impeccabile, dalla testa ai piedi.

L’abito fuori misura

Forse non c’è niente di peggio dell’indossare un abito “smisurato”.

A volte l’inadeguatezza appare evidente, con giacche oblunghe o striminzite, e pantaloni ingombranti o compressi; spesso però il diavolo si nasconde nei dettagli, nelle pieghe che non dovrebbero esserci o in quei piccoli difetti che spezzano l’armonia.

Per essere sicuro, scegli sempre di vestirti in base al tuo fisico, meglio se il vestito è su misura.

Lo smoking (o l’abito nero) prima delle 18

Uomo seduto su una poltrona viola, indossa uno smoking nero di giorno con camicia bianca e papillon nero

Gli americani ormai se ne infischiano, ma una delle regole auree certificate nel “manuale di istruzioni” dello smoking – e applicabile in generale per gli abiti neri – è che non lo devi indossare di giorno, o comunque mai prima che siano scoccate le 18:00.

Lo smoking può essere considerato l’abito da sera maschile: se è un abito da sera, perché dunque indossarlo di giorno?

Lo spezzato non spezzato

Dettaglio su un uomo che indossa uno spezzato tono su tono, giacca granata, camicia azzurra, pantaloni mattone e pochette azzurra

Lo spezzato ha questo nome perché identifica la volontà di “spezzare” l’armonia cromatica dell’outfit indossando colori differenti.

Indossare due tonalità dello stesso colore non è uno spezzato: tecnicamente si tratta di tono su tono.

Il tono su tono è molto difficile da padroneggiare: il rischio di un accostamento di tonalità spiacevoli è sempre dietro l’angolo. Nel dubbio, dunque, spezza sempre, con convinzione.

Lo spezzato troppo spezzato

Un uomo indossa uno spezzato: una giacca petrolio, una cravatta viola, una camicia azzurra una pochette rossa, pantaloni ocra.

Se osare troppo poco con i colori è un errore, lo è anche osare troppo. Vogliamo evitare il tono su tono poco convinto ma anche l’effetto arlecchino da minestrone cromatico.

Meglio dunque limitarti a 3, massimo 4 colori per il tuo outfit, prediligendo i classici: blu, beige, grigio, bianco per andare sempre sul sicuro.

La cravatta senza giacca

Un uomo indossa una camicia bianca, cravatta blu senza giacca e pantaloni a quadri.

Se la locuzione “giacca e cravatta” è entrata nell’uso comune, un motivo c’è.

Il motivo è appunto l’inscindibilità formale di questa accoppiata: il galateo dell’eleganza classica prevede che la cravatta vada indossata sempre portando al contempo anche la giacca sopra la camicia.

Indossare solo camicia e cravatta non è contemplato dall’eleganza classica.

Lo smoking senza papillon

Un uomo indossa uno smoking bianco, una camicia bianca senza papillon

Lo smoking esige il papillon. Punto.

Se prevedi di indossare uno smoking, (ma anche un tight o un frac), riponi la cravatta nell’armadio: il compagno perfetto è il farfallino, imprescindibile i per i classici look black tie e white tie.

Non hai un papillon? Non ti resta che lasciare lo smoking nell’armadio e scegliere un abito elegante, magari un tre pezzi con gilet coordinato, da indossare con la cravatta.

La pochette coordinata con la cravatta

Dettaglio su una giacca da uomo principe di galles, camicia bianca e pochette coordinata con la cravatta

Se pensavi che coordinare il fazzoletto da taschino con la cravatta fosse una buona idea… beh, hai pensato male.

La pochette è un guizzo d’estro, un accento cromatico, un segno distintivo, un vezzo accessorio.

Deve distinguersi dal resto dell’outfit, soprattutto dalla cravatta: scegli il fazzoletto da taschino giusto e non indossare mai cravatta e pochette dello stesso colore o della stessa fantasia.

La stessa regola vale anche per pochette e camicia, con la sola eccezione del classico abbinamento pochette bianca e camicia bianca.

La maglietta o la canotta visibile sotto la camicia

Un uomo indossa una camicia bianca con con canottiera in trasparenza e cravatta bordeaux fantasia

Se è vero che le trasparenze e il “vedo-non-vedo” possono essere in alcuni casi accattivanti… non è questo il caso.

Se devi indossare una camicia bianca o realizzata con un tessuto per camicia leggero, prima di uscire assicurati che ciò che indossi sotto non si veda.

La camicia non stirata

Dettaglio su un uomo che indossa una camicia azzurra non stirata e pantaloni beige

Simbolo di freschezza, pulizia e cura personale, una camicia ben stirata è il miglior biglietto da visita che si possa presentare in un contesto in cui l’eleganza ha valore.

Al contrario una camicia non stirata si traduce in una pessima prima impressione, inaccettabile quando la formalità non è opzionale.

Lo sappiamo, la camicia è il capo più ostico da stirare, ecco perché dovresti leggere la nostra guida.

Le maniche della camicia e della giacca troppo lunghe o corte

Se vuoi evitare di apparire un mutilato o di dare l’impressione di esserci cresciuto dentro, è essenziale indossare giacca e camicia con maniche della giusta lunghezza.

Il rapporto fra manica della giacca e della camicia è essenziale per determinare la giusta lunghezza: il galateo vuole che la manica della camicia appaia distesa e rilassata a braccia abbassate, che il polsino della camicia raggiunga l’attaccatura del pollice e che sporga di circa 1 centimetro (o poco più) oltre la manica della giacca.

Inutile sottolineare quanto la scelta di una camicia su misura sia altamente consigliabile per non sbagliare.

Le maniche della camicia arrotolate

Un uomo in occhiali da sole in procinto di arrotolare le maniche della sua camicia azzurra

Lo sappiamo, il caldo più essere una brutta bestia, specie quando il contesto impone una certa formalità e rigore.

La tentazione di togliere la giacca e di arrotolare le maniche della camicia è direttamente proporzionale all’incremento della temperatura percepita, ma “se elegante vuoi apparire, un poco devi soffrire”.

Quindi rassegnati: maniche della camicia lunghe e ben distese.

La camicia fuori dai pantaloni

Vuoi lasciare la camicia fuori dai pantaloni e sfoggiare un stile “cool”, disimpegnato e carico di malcelata sprezzatura?

Puoi, basta che tu lo faccia al di fuori dei contesti formali. In caso contrario il posto della camicia è sempre dentro i pantaloni.

La camicia a maniche corte

Un uomo indossa una camicia a quadretti gialla a maniche corte

Considerando la limitata popolarità come capo di abbigliamento, probabilmente il tuo guardaroba avrà poco spazio dedicato alle camicie a maniche corte.

Se devi partecipare ad un evento formale, lasciale pure dove sono e scegli una delle camicie di fianco, una di quelle a maniche lunghe.

L’ultimo bottone della giacca allacciato

Un uomo si appresta ad abbottonare l'ultimo bottone della sua giacca

Solo perché vedi un bottone ed un’asola, non significa che tu li debba sempre allacciare.

L’esempio più classico di questa “regola” è quello della giacca monopetto: mai allacciare l’ultimo bottone in basso.

Se indossi una giacca a due bottoni, allaccia solo il primo; se indossi una giacca a tre bottoni, allaccia solo il bottone centrale e se vuoi anche il primo.

Se ti siedi, slacciali tutti.

Il doppiopetto sbottonato

Le cose cambiano se stai indossando una giacca, un blazer o un abito doppiopetto.

Nonostante qualche licenza di stile concessa in contesti contemporanei, i dettami dell’eleganza classica impongono che il doppiopetto vada sempre allacciato (tranne sempre l’ultimo bottone) e vada sempre mantenuto tale, che tu sia in piedi o seduto.

La cintura con lo smoking

La cintura non si addice allo stile asciutto e minimale del classico smoking e rischia di appesantire il look maschile ad altezza vita, sottraendo eleganza e scioltezza.

Cosa puoi fare dunque per essere certo di sorreggere i pantaloni? Indossa le bretelle, compagne perfette del look black tie.

I pantaloni troppo corti o troppo lunghi

Dettaglio su un paio di pantaloni troppo lunghi

Hai presente il precedente consiglio sul scegliere le maniche di giacca e camicia della giusta lunghezza?

Idem con pantaloni, se vuoi evitare di apparire in tenuta da “dandy boy scout” oppure ancora in fase di crescita.

Scegliere la lunghezza giusta dei pantaloni è piuttosto semplice.

I pantaloni eleganti senza piega

Uno dei canoni dell’eleganza classica riguarda la stiratura dei pantaloni eleganti: vanno rigorosamente stirati creando una piega verticale al centro della gamba.

L’effetto visivo è una riga che slancia la figura e dona un look più rigoroso ed elegante al completo.

La piega non è invece necessaria per i pantaloni più sportivi, come i chino, cui è riservato un look più casual.

Se vuoi essere davvero formale non dimenticare la piega dei pantaloni.

Il nodo alla cravatta troppo grande

Dettaglio su un nodo alla cravatta troppo grande, indossata su camicia bianca e giacca bordeaux

Come definire un nodo alla cravatta troppo grande?

Possiamo prendere in prestito un recente neologismo popolare gastronomico e chiamarlo “mappazzone”: qualcosa di pesante che ti si piazza sul collo e ci resta fino allo scioglimento..

L’obiettivo della cravatta è anche quello di slanciare la figura, come potrebbe farlo con un nodo troppo grande? Scegli il giusto nodo, anche in base al colletto della tua camicia.

I calzini bianchi

Dettaglio sui calzini bianchi indossati con un paio di scarpe nere eleganti e pantaloni principe di galles

Indossare i calzini bianchi con un abito formale è forse uno dei più gravi peccati capitali che tu possa commettere nei confronti dell’eleganza classica.

Praticamente impossibili da abbinare – ad esclusione di un look total white, ma davvero “total” – sono altrettanto impossibili da nascondere, a meno di non optare per un paio di pantaloni troppo lunghi, ma di questo abbiamo già parlato.

Eppure scegliere i calzini giusti non è difficile.

Le scarpe sportive

Sono concesse – appunto – nei contesti sportivi, ma nel mondo dell’eleganza formale classica le scarpe sportive, le scarpe da ginnastica o le sneakers che dir si voglia sono ufficialmente bandite.

Con un abito elegante devi indossare solo scarpe eleganti, meglio se ben lucidate.

Le scarpe eleganti senza calze

Un paio di scarpe marroni da uomo indossate senza calze

Indossare le scarpe eleganti senza le calze… non è elegante.

Inutile girarci intorno: l’effetto visivo di una calzatura elegante senza calzini non è molto differente da quello di una scarpa elegante con calzini bianchi, se non forse peggiore.

Il galateo prevede la scelta del calzino corretto, anche solo per armonizzare il passaggio cromatico dalla scarpa al pantalone.

Il borsello o il marsupio

Retaggio di alcune inappropriate licenze stilistiche anni ‘70, la presenza del borsello non è prevista dalle regole dell’eleganza classica.

A maggior ragione quella del marsupio, forse l’accessorio considerato meno elegante in assoluto per lo stile maschile.

Se devi portare qualcosa con te e per farlo ti serve un borsello o un marsupio la soluzione è una sola: non portarlo.

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