“E’ solo dalle spalle che i vestiti devono essere appesi”

bretelle pantaloni

L’alternativa storica alla cintura sta prepotentemente tornando a popolare gli armadi di molti gentlemen ed aspiranti tali. Il loro pregio? A differenza della fibbia della cintura, che tende ad appesantire il pantalone producendo un fastidioso effetto visivo, queste non “rompono” la continuità dell’abito e reggono i pantaloni in modo da conservare la vita dritta. Possono avere forma di X o di Y, asole in pelle o di maglina oppure presentare le tanto vilipese clip. I tessuti spaziano dalla seta al rayon, posso essere elastiche e non, e in pochi sanno che prima dell’arrivo delle pinze regolabili, le bretelle erano divise per taglia, proprio come le cinture. Curiosità: anticamente il buon gusto imponeva di coprirle, pertanto i gentiluomini avevano gioco facile con i gilet che nascondevano i bottoni, cuciti sulla parte esterna dei pantaloni. Con la graduale scomparsa del gilet (tornati per fortuna in auge di recente) i sarti hanno iniziato a nascondere i bottoni sulla parte interna dei pantaloni. Inutile dirlo, mai indossare bretelle insieme alla cintura; se un buon paio di bretelle può far guadagnare oggi anzianità nella considerazione sociale di un gentleman, con la medesima solerzia questa svanirà nel momento in cui il gentiluomo in questione decidesse di utilizzarla insieme alla cintura. Un consiglio: quando si indossano, è bene far rimuovere i passanti dei pantaloni. Il gioco degli equilibri vale anche per questo tema: una bretella regimental è in genere più indicata con camicie in tinta unita, per evitare quello che con una pertinente sinestesia verrebbe definito “rumore visuale”, prodotto dall’abbinamento di troppe fantasie.

Scritto da Fabio Attanasio, autore del blog thebespokedudes.com

This article is also available in: Inglese